I cartamodelli

Mentre attendevamo l’arrivo dei tessuti, ci siamo messe alla ricerca di qualcuno che trasformasse i disegni in qualcosa di tridimensionale: una modellista che realizzasse i cartamodelli dei capi.

Non è più così facile trovare questo tipo di maestranze: una volta erano mestieri molto diffusi, ma col passare degli anni si è un po’ persa la tradizione della piccola sartoria italiana…

Quindi, gira che ti rigira, spargendo la voce fra amici e conoscenti, siamo arrivate a trovare la persona giusta: Tiziana.

Parlo di persona giusta non a caso, perché non è facile trovare una persona che riesca a tradurre il tuo disegno in un modello esattamente come lo hai pensato tu.

Per quanto uno possa essere preciso nel disegno e accurato nel mettere i dettagli e la misure, è una questione di sensibilità. Nel corso della mia vita professionale, ho lavorato con molte modelliste differenti, e non è stato sempre un rapporto facile!

Una volta realizzati quelli, abbiamo cercato dei materiali il più simile possibile ai definitivi per far produrre i primi capi prova..ed è così che per la prima volta li abbiamo visti sui manichini!

Finalmente avevano preso vita!

Ovviamente a quel punto c’erano da definire le finiture, i tipi di cuciture da utilizzare, e anche li si è aperta una lunga disquisizione: lo stilista, la modellista e il confezionista riescono sempre ad avere tre pareri diversi!

Ognuno predilige la sua parte…per me l’occhio è fondamentale, l’impatto che il cliente deve avere in questo caso doveva essere il più pulito possibile, si doveva notare la stampa, poi concentrarsi sui dettagli e sulle rifiniture.

La sarta dalla sua ha però la conoscenza data da anni di mestiere, e devo dire che molto spesso ho accettato proposte e consigli: tasche a filetto o con la pattina, cuciture ribattute o no, rifiniture interne…

Decidere gli accessori, scegliere bottoni, elastici, zip e cursori..e in tutto ciò coinvolgere e far appassionare anche Manu, che fino al giorno prima era stata solo una acquirente..farle scoprire e apprezzare il “dietro le quinte”.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *